Vista della Pietra da La Madre Pietra
   
La Madre Pietra vi accoglie in una grande area che si apre sulla val Trebbia, la più conosciuta valle piacentina, definita da Hemingway "la valle più bella del mondo".

Dallo spazio verde proprio di fronte al portico potete ammirare sia la valle che l'imponenza della Pietra Parcellara ai cui piedi sorge l'agriturismo e, se vi spostate verso il piazzale, potete vedere anche la Pietra Perduca, più piccola, ma di grande significato storico e spirituale.
   

La Madre Pietra vista in arrivo dalla Pietra Perduca
               
 
trebbia da pietra
Le colline verso la Val Trebbia



Colline circostanti alla Pietra Parcellara
   

La Pietra Parcellara è un sito stupendo che si affaccia sulla val Trebbia in un punto un cui il tratto collinare è ancora dolce, differente dall'imponenza e a volte dall'asprezza delle cime che seguono il fiume nel suo risalire verso la sorgente.

Quelli che la conoscono sanno bene le sensazioni che si avvertono a camminare sui suoi sentieri, a fermarsi per contemplare il panorama, ad annusare i suoi profumi e ancora a lasciarsi accarezzare e a volte anche travolgere dei suoi venti.

Forse può bastare raggiungere le cime delle due pietre, chiudere gli occhi e ascoltare con l'animo per cogliere il fascino che ha portato questo posto a essere così speciale.

L'insieme formato dalla Pietra Parcellara (836 m), dalla Pietra Perduca, dalla Pietra Marcia (722 m.) e dalle Pietre Nere, costituite da sfasciumi, è il complesso ofiolitico più spettacolare della provincia di Piacenza per il suo imponente isolamento, nonché il più settentrionale ovvero prossimo alla Pianura Padana.

   

pietra parcellara
Pietra Parcellara



Pietra Parcellara vista da Scarniago

               
 

pietra perduca
Pietra Perduca

chiesa di sant'Anna
Chiesa di Sant'Anna

   

Quello che non tutti sanno è che il sito che comprende la Parcellara e la Perduca è stato sempre legato alla sacralità fin dall'antichità, fino a divenire quasi l'emblema della stessa nel piacentino.

I culti pagani celto-liguri del IV secolo a.C. si sono evoluti nel culto precristiano della dea Minerva Medica che ha avuto il suo centro nell'odierna Caverzago.

Il territorio è stato in seguito interessato dal primo processo di cristianizzazione delle zone rurali da parte del vescovo Savino nel VI secolo.

L'antico tempio dedicato alla dea Minerva, situato sulla pietra Perduca, si è trasformato in seguito nella chiesa di Sant'Anna e la festa annuale a lei dedicata, prima di divenire una normale sagra estiva, era il luogo in cui si celebravano i matrimoni, si benedivano i bambini nelle acque ritenute curative delle vasche, e si chiudevano anche le questioni in sospeso, con esiti a volte infausti.
   

pietra perduca
Pietra Perduca

vasca tritoni perduca
Vasca con tritoni sulla cima di Perduca

       


Gli ofioliti sono formazioni rocciose costituitesi a causa del movimento delle placche della crosta terrestre mediante processi di fusione e successiva solidificazione del mantello.

"Immaginate un'eruzione catastrofica, secondo alcuni causata dalla caduta di un meteorite, che duecento milioni di anni fa sollevò un pezzo di mantello terrestre; immaginate che questa immensa massa di lava fluida si solidifichi al di sotto di un oceano primordiale, il Tetide; immaginate che la deriva dei continenti porti in superficie questa massa ancestrale e che l'erosione scolpisca il paesaggio, lasciando solo un grande sperone di basalto serpentino nero a testimoniare il cataclisma di un'epoca tanto remota. In effetti, osservando la Pietra Parcellara da vicino, appare davvero un caso unico nella storia d'Italia e non solo. A prima vista un "semplice" vulcano, in realtà questo monte alto 836 metri che domina la Val Trebbia, ci offre l'occasione di poter toccare con mano le viscere stesse del pianeta su cui viviamo.

Considerato un monte leggendario per il legame con gli Inferi, fu qui che per la tradizione popolare San Colombano visse alcune delle sue avventure contro il Diavolo, prima di fondare il monastero di Bobbio. In realtà l'intera area della Val Trebbia e della limitrofa Val Luretta fu abitata fin dalla più remota preistoria: insediamenti umani, nella non lontana Piozzano, sono datati al Neolitico.

Intorno a questa zona fortemente mistica e legata alla Madre Terra, si svilupparono riti e culti sopravvissuti fino all'epoca romana. La Pietra Parcellara, detta in dialetto piacentino "Pedra Parslèra", vede sgorgare intorno a sé, alla base del suo perimetro, varie sorgenti di acque curative, tra cui una denominata Acqua Marcia che veniva utilizzata dai monaci bobbiesi per salvarsi dalla Peste durante il Medioevo."

     

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